giovedì 18 dicembre 2014

Campane & suono Argentino

durante una pausa di una sessione lavorativa, di fronte alla macchinette del caffè, com'è come non è si è iniziato a parlare, visto anche il periodo natalizio, di campanellini di suono argentino... e mi è venuto in mente una aneddoto di cui sono venuto a conoscenza qualche tempo addietro...

Qualche tempo fa, in uno dei miei giri guidati per Milano, ci siamo recati prima alla chiesa di Santa Maria alla Fontana (è un santuario Mariano di Milano locato in piazza Santa Maria alla Fontana n.11 Zona MM Zara) e dopo alla vicinissima Fonderia Napoleonica.


Questa fonderia, famosa per le campane, ha avuto anche esperienze artistiche notevoli, come la fusione della Statua equestre per il monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano, o la stessa Portale maggiore del Duomo di Milano;
di recente è diventato un interessante museo (QUI un documento stilato dal FAI nel 2009)

Nella Fonderia si è parlato  dell'accordamento delle campane e delle tecniche di costruzione, del decreto del governo Mussolini del 23 aprile 1942, che comportò la requisizione forzata delle campane su tutto il territorio italiano per convertirle in armi da offesa, e della successiva "restituzione" tramite la fusione di nuove campane che costituì un business formidabile per le fonderie del settore, che tra il 1946 e il 1955 circa lavorarono in modo incessante.

Considerando che la vita media di una campana  in 100-150 anni.. si capisce che il prossimo boom nella produzione campanaria sarà presumibilmente nel ... 2050-2100 da qui anche la vocazione artistica.

vi chiederete, ma cosa centra tutto questo con il suono argentino ?

        1 che ha il timbro limpido e squillante dell’argento percosso: voci argentine (*)


attendete ancora un po...


a quei tempi ogni paese/quartiere aveva la sua chiesetta con il proprio campanile, e nel campanile le proprie Campane.
Come si sa le campane sono sempre state riccamente decorate... ma perché se poi venivano messe a decine di metri di altezza in cima ai campanili e non si sarebbero viste da terra ?
Semplice prima la popolazione si auto tassava per acquistare la campana nuova, poi prima di montarla la portavano in giro durante una festa per mostrarla anche agli altri e si faceva a gara per chi aveva la campana più bella... da li il Campanilismo.

Già il giro di parata era pericoloso (un colpo preso male poteva crepare la campana rovinando completamente il suono) figurarsi il trasposto dalla fabbrica al Campanile, con le strade che c'erano... chi fabbricava le campane, lo faceva spesso a domicilio.
Portava i suoi progetti ed i suoi attrezzi presso la zona del campanile, e li dava disposizione al committente che lo aveva assunto, su come costruire il forno per la colata, su quale e quanto bronzo procurare etc etc.

Finita la fusione, la rifinitura della campana, e finita la Festa, la campana veniva issata sul campanile ed il costruttore di campane tornava a casa con il suo stipendio.
Ma chi erano i committenti ? erano abitanti della zona, agricoltori, allevatori che non avevano grosse disponibilità di denaro... e pagavano il lavoro con beni (vino, olio etc) che veniva poi gestito dal fonditore... che solitamente oltre alla fabbrica aveva anche un negozio per vendere i frutti del "baratto".

Esistevano pero' anche dei fonditori "girovaghi" che andavano di paese in paese a costruire campane.. in questi casi la merce la doveva portare fino al paese successivo sperando che ci fosse un mercato/sagra per vendere le vettovaglie... e nel frattempo ?

Questi girovaghi iniziarono a dire che se si metteva dell'argento nella fusione di bronzo, il suono sarebbe stato migliore più Argentino ... quindi i committenti fornivano monete d'argento per ottenere un suono migliore;
ma in realtà l'argento, in campane grandi, essendo duttile e "morbido" invece di migliorare il suono lo peggiorerebbe... ma nessun problema! le monete d'argento erano intascate prima di finire nella fusione ed usate dal fonditore come integrazione di pagamento!

da qui "le campane con suono Argentino"